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Celiachia, con Chiara Piantoni e Mariarosa Venturelli del mini-market di Palazzolo abbiamo cercato di capire come comportarsi

Da «Non ti tollero» per dire addio al glutine

Dai sintomi più diffusi alla diagnosi, effettuata tramite analisi e test: attualmente l’unica terapia possibile è la dieta con prodotti aglutinati

Che cos’è la celiachia? Quando e come si manifesta? E una volta diagnostica che cosa bisogna fare? Sono tante le domande che gravitano intorno a questa malattia, così come alle altre intolleranze alimentari. In mezzo a tanti dubbi ci sono però delle certezze: la celiachia è un’intolleranza alimentare scatenata dal glutine. C’è un solo modo efficace per combatterla, ossia adottare una dieta priva di glutine. Ne abbiamo parlato con Chiara Piantoni e Mariarosa Venturelli: sono le due titolari del negozio «Non ti tollero» di Palazzolo, realtà che negli anni è diventato un punto di riferimento per l’acquisto di alimenti per celiaci e senza glutine, senza lattosio e biologici. Perché nutrirsi adeguatamente è fondamentale per condurre una vita sana, specialmente nel caso in cui si soffra di intolleranze alimentari, celiachia o altre problematiche.

Quali sono i sintomi?

La celiachia interessa circa l’1% della popolazione ed è la più frequente intolleranza alimentare. Secondo l’AIC (Associazione Italiana Celiachia) in Italia parliamo di 600mila persone, di cui soltanto un terzo ha ricevuto una diagnosi: in media sono richiesti sei anni per giungere ad una diagnosi dall’inizio dei sintomi. Può esordire a qualsiasi età, anche negli anziani, ovvero dopo anni di tolleranza al glutine. I sintomi con cui si manifesta possono essere molteplici, presentandosi a carico di diversi organi e con severità variabile. Nella forma classica, che si trova in età pediatrica, si hanno diarrea, meteorismo, addome gonfio, dolori addominali con crampi e scarso accrescimento. Tuttavia questa forma è piuttosto rara e la celiachia si manifesta con maggiore frequenza negli adulti. Di conseguenza i sintomi principali saranno disturbi intestinali cronici (dalla stipsi alla diarrea, dai dolori addominali al meteorismo), anemia da carenza di ferro, afte orali, alopecia, debolezza muscolare, formicolio a livello delle mani e dei piedi, convulsioni, disturbi della fertilità (e ripetuti aborti spontanei), alterazioni della coagulazione. Serve fare un breve inciso: va infatti ricordato che i sintomi spesso sono sfumati e di conseguenza la diagnosi corretta può anche richiedere anni, come visto in precedenza.

Il percorso verso la diagnosi

Se si hanno dei sintomi e si iniziano a maturare dei dubbi è importantissimo recarsi immediatamente dal proprio medico curante. Sarà il professionista a confermare o a smentire le ipotesi, approfondendo eventualmente le analisi. Per diagnosticare a celiachia infatti è necessario sostenere degli esami: è possibile iniziare con degli esami del sangue, grazie ai quali si andrà ad individuare la presenza o meno di determinati anticorpi. Allo stesso tempo con gli esami del sangue è possibile determinare la presenza di uno o entrambi i geni della predisposizione per la celiachia. Attenzione: nel caso ci fossero significa che tale persona è predisposta allo sviluppo della celiachia, non che sia celiaca. Test genetico a parte, il passo seguente è la gastroscopia con biopsia: si tratta di un esame consiste nell’analizzare un frammento di mucosa intestinale, andando a verificare la presenza di alterazioni del tessuto tipiche della celiachia.

Consigli su come convivere con la celiachia

Come convivere con la celiachia? Esistono alcuni consigli che vale la pena di seguire. Per esempio è utile lavare le mani dopo aver manipolato gli alimenti contenenti glutine, per evitare ogni contaminazione.

Lo stesso vale per le stoviglie: non servono dedicate, basta un lavaggio accurato.

Altri accorgimenti? Se in precedenza vi è stata cotta pasta con glutine è bene cambiare l’acqua di cottura, perché viene rilasciato e in seguito sarebbe assorbito dalla pasta senza glutine.

Lo stesso è consigliato per olio di frittura e altri liquidi di cottura. Un altro trucchetto riguarda il forno: è possibile cuocere un prodotto senza glutine nello stesso strumento usato per cuocere contemporaneamente un prodotto con glutine.

Solo un’accortezza: quello senza glutine dovrà stare nel ripiano superiore per evitare la contaminazione da caduta di glutine dall’alto.

In linea generale, vista la grande offerta presente sul mercato, testimoniata dall’abbondanza di prodotti disponibili in realtà d’eccellenza come Non ti tollero di Palazzolo, si può affermare che essere celiaco può anche non rappresentare un problema se si è a casa. Discorso diverso quando invece si va fuori: la celiachia infatti può anche essere considerata come una limitazione sociale. Proviamo a pensare: si esce a pranzo, a cena, si va all’aperitivo e via dicendo.

L’AIC consiglia dunque di «imparare a viaggiare sempre attrezzati, portare con sé il pane da casa, mangiare qualcosa prima di andare agli aperitivi e imparare a chiedere e pretendere quando è possibile. Con calma e pazienza si potranno “educare” gli altri, non stancarsi di spiegare, continuare a istruire, anche sulla dieta senza glutine. Sicuramente può essere faticoso, ma viverlo bene o male è “solo” una scelta».